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VIDEO| Dieci anni fa moriva Marco Pannella. Quando in Aula diceva: “Io me lo tengo caro questo Parlamento”

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ROMA – “Dieci anni fa, il 19 maggio 2016, muore Marco Pannella. Era nato a Teramo il 2 maggio 1930. Leader storico del Partito Radicale, di cui fu tra i fondatori, Pannella è stato protagonista di importanti battaglie sui diritti individuali e civili, condotte spesso con lo strumento del referendum e con forme di lotta nonviolenta di grande impatto comunicativo, dalla disubbidienza civile agli scioperi della fame e della sete, che ne hanno reso inconfondibile lo stile politico. Pannella è stato a lungo deputato nazionale, tra il 1976 e il 1994, e deputato europeo, tra il 1979 e il 2009”. Così la Camera dei Deputati ricorda su Facebook, dove viene postato anche un video, Marco Pannella. “Io me lo tengo caro questo Parlamento, amici…”, diceva il leader radicale intervenendo nell’aula di Montecitorio.

E proprio a Montecitorio, in sala della Regina, la Camera oggi lo ricorda in un evento dal titolo: ‘Marco Pannella, la passione della politica’, promosso dal deputato Benedetto Della Vedova.

MATTARELLA: HA IMPRESSO UN SEGNO NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA

“Marco Pannella è stato una personalità politica che ha impresso un segno nella storia della Repubblica. Nel ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa, è riconoscibile il portato delle sue battaglie, condotte spesso da posizioni di minoranza ma capaci di attivare percorsi di innovazione e riforma”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 10° anniversario della scomparsa di Marco Pannella.

“Pannella- aggiunge- è stato leader controcorrente, non convenzionale e, tuttavia, non inatteso. Portatore di un’interpretazione radicale del pensiero liberale, veniva da una lunga esperienza di leadership degli studenti universitari italiani. Portò la sua critica e le sue idee al centro del confronto pubblico anche con modalità inedite, ispirandosi alla lezione gandhiana: gli scioperi della fame e della sete, le pratiche di disobbedienza civile, le proteste non violente, aprendo così la strada a nuovi linguaggi e nuove forme di partecipazione”.

“Tra i fondatori e poi guida del Partito Radicale- ricorda il capo dello stato-, più volte parlamentare italiano ed europeo, ha animato l’aula di Montecitorio anche con memorabili maratone oratorie dirette a sottolineare l’urgenza di problemi che non appartenevano all’agenda di quei tempi. Pannella ha legato il suo nome a campagne referendarie che hanno rappresentato svolte nella vita sociale, con l’uso dei referendum popolari come leva dell’azione politica. Il tema dei diritti civili, come espansione delle libertà costituzionali, ha costituito il filo che nel tempo ha legato le sue molteplici esperienze e alleanze”.

Il leader radicale, dice ancora Mattarella, “fu uomo del dialogo, come nel caso delle decisioni che portarono a interventi straordinari della Repubblica per combattere la fame nel mondo, oltre che protagonista in passaggi delicati della vita delle istituzioni. Europeista tenace e convinto, coerente sostenitore dello Stato di diritto, irriducibile avversario della pena di morte, difensore della dignità dei detenuti, lascia un’eredità che riserva valori anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie”.

LA RUSSA: HA SEGNATO PROFONDAMENTE VITA POLITICA NOSTRA NAZIONE

“A dieci anni dalla scomparsa di Marco Pannella ricordiamo una figura che ha segnato profondamente la vita politica e parlamentare della nostra Nazione”. Lo scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“Uomo di battaglie, spesso controcorrente- aggiunge-, ha vissuto la politica con passione, libertà e grande determinazione. Pur nelle differenze politiche, ho sempre riconosciuto in lui un interlocutore autentico, con cui condividere momenti di confronto e importanti riflessioni sui diritti e sul sistema carcerario. Martedì prossimo lo ricorderemo in Senato con un convegno promosso su iniziativa del senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, che ringrazio, insieme a tanti esponenti politici di diversi schieramenti”.

FONTANA: HA SEGNATO LA STORIA POLITICA DEL NOSTRO PAESE

“Marco Pannella è tra i protagonisti che hanno fortemente segnato la storia politica del nostro Paese. Sebbene la mia visione politica sia profondamente diversa dalla sua, va riconosciuto il ruolo di un leader che credeva nello strumento della democrazia diretta e nella centralità del Parlamento”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Emma BONINO
Marco PANNELLA

SILVIO BERLUSCONI, MARCO PANNELLA

CLAUDIO MARTELLI MARCO PANNELLA

BERNINI: HA LASCIATO SEGNO INDELEBILE, IMPOSSIBILE DA IGNORARE

“Marco Pannella ha attraversato la storia italiana come fanno solo le figure fuori scala: lasciando un segno indelebile, impossibile da ignorare”. Così, come si legge in una nota, in un messaggio trasmesso da Radio Radicale, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

“Le sue battaglie per i diritti civili, per la giustizia, per le libertà- continua- non erano mai slogan. Erano visione, proposta e capacità di vedere prima e meglio degli altri storture e ipocrisie del sistema. Ha dato voce a temi che la politica teneva lontani. Ha trasformato il referendum in uno strumento popolare di partecipazione vera. Ha praticato la nonviolenza non come testimonianza astratta, ma come forma concreta dell’agire politico”.

“È stato- prosegue Bernini- uno dei pochi capaci di mettere insieme garantismo e responsabilità, diritti e doveri. Per questo condivido la proposta di intitolare un luogo di Roma, il suo luogo di Roma, a Marco Pannella. Un riconoscimento irrinunciabile a una figura che ha segnato la storia politica civile e sociale del nostro Paese e che continua ancora a interrogare le nostre coscienze”.

“Oggi, a dieci anni dal suo saluto alla vita, la sua figura appare ancora più grande. Ancora più necessaria. E ci manca terribilmente”, conclude Bernini.

SAVIANO: MI PIACEVA NON ESSERE D’ACCORDO CON LUI, NON VOLEVA VINCERE MA CONVINCERE

“Di Marco Pannella mi piaceva non essere d’accordo con lui. Non voleva vincere: voleva convincere. E anche quando non ci riusciva, restava dentro il ragionamento una singolarità irriducibile. Una rarità con cui valeva la pena confrontarsi, perché quando ti convinceva crescevi, ma anche quando continuavi a dissentire uscivi comunque cambiato”. Lo scrive sui social Roberto Saviano.

“Ricordo- aggiunge- quando fu sputato in piazza dai militanti della sinistra radicale. Era il 15 ottobre 2011, la giornata mondiale degli Indignados a Roma. Pochi giorni prima i deputati radicali, sulla fiducia al governo Silvio Berlusconi, erano entrati in aula garantendo il numero legale: non avevano votato la fiducia, ma non l’avevano fatta mancare. Bastò questo. Pannella scelse di andare in piazza. Ottantuno anni, da solo. Camminò dentro la folla. Lo aggredirono con gli insulti: venduto, vecchio schifoso, buffone, vergogna. Due manifestanti gli sputarono in faccia. A uno degli sputatori Pannella sorrise e applaudì: ‘Bravo, bravo’. Tre giorni dopo commentò: ‘Se io fossi nelle condizioni di disinformazione e non democrazia di cui loro sono vittime, sarei stato io al posto loro contro me stesso’”.

Pannella, prosegue Saviano, “partiva dalla tradizione radicale che da John Stuart Mill arriva a Karl Popper passando per Ernesto Rossi. In quella tradizione la politica non è lo spazio della verità e della giustizia. È lo spazio dell’approssimazione alla giustizia. Chi pretende di possedere la verità ha già smesso di cercarla. Chi pretende di possedere la giustizia ha già smesso di farla. La democrazia non è il governo dei buoni contro i cattivi: è la procedura attraverso cui gli errori vengono progressivamente ridotti. Pannella parlava con mafiosi, terroristi e detenuti del 41 bis non per buonismo, ma perché il principio di non esclusione dalla parola è il fondamento stesso della repubblica. Per questo mi piaceva non essere d’accordo con lui. Perché solo chi ha capito che la politica è approssimazione, e non possesso della verità e della giustizia, può permettersi il lusso del disaccordo come forma di rispetto. Tutti gli altri, da una parte e dall’altra, hanno solo nemici”.
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