ROMA – “Il negoziatore per la pace lo sceglie l’Europa e deve essere scelto collegialmente. È fondamentale che l’Unione Europea sia parte attiva del negoziato: avendo imposto le sanzioni alla Russia, il loro eventuale ritiro richiede necessariamente l’intervento dell’Ue attraverso la valutazione della Commissione, del Consiglio e degli Stati membri”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, delineando la strategia diplomatica italiana sui principali fronti di crisi internazionale. Secondo Tajani, pur essendo necessario avviare una fase di dialogo, la posizione di fermezza non cambia: “Noi non siamo mai stati in guerra con la Russia, abbiamo solo difeso il diritto dell’Ucraina alla propria esistenza. Ora bisogna vedere se i russi vogliono davvero la fine del conflitto, ma alle parole devono seguire i fatti”.
Il ministro ha poi esteso l’analisi alla crisi in Medio Oriente e nel Golfo: “Anche in Iran sosteniamo una trattativa per concludere la guerra. L’Iran non può avere l’arma nucleare e serve liberare lo stretto di Hormuz per garantire il passaggio di materie prime come petrolio e fertilizzanti. Siamo pronti a fare la nostra parte, anche per sminare lo stretto”. Su questo punto, Tajani ha annunciato un passaggio parlamentare imminente: “Saremo mercoledì in Aula insieme al ministro Crosetto per illustrare la posizione del governo e mantenere un dialogo costante con Camera e Senato”. Infine, il titolare della Farnesina ha toccato i dossier relativi al Libano e alla missione Aspides: “In Libano siamo impegnati con la missione bilaterale per formare le forze armate locali: finita la fase acuta, Hezbollah non dovrà più essere armato. Sulla missione Aspides, siamo favorevoli all’allargamento ad altri Paesi e valuteremo gli strumenti giuridici necessari dopo la fine del conflitto”. Un passaggio anche sulla Biennale: “È un ente indipendente, ma la nostra posizione è chiara: si dovrebbero invitare i dissidenti, non siamo d’accordo con l’attuale gestione delle presenze”.
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