ROMA – Un nuovo video acquisito dall’organizzazione per i diritti umani B’Tselem contraddice la ricostruzione fornita dalle Forze di Difesa Israeliane sulla morte di Sam Abu Haikal, il bambino di appena sette mesi ucciso venerdì scorso da un soldato israeliano a Hebron, in Cisgiordania. Le IDF avevano dichiarato che le truppe avevano “percepito un veicolo che accelerava verso di loro” e che un soldato aveva “risposto sparando singoli colpi contro il veicolo”. Le riprese mostrano invece l’auto della famiglia rallentare e fermarsi prima che partissero gli spari.”Il filmato mostra chiaramente che il soldato israeliano ha sparato contro l’auto mentre questa stava rallentando fino a fermarsi”, dichiara B’Tselem ripresa dal Guardian. “L’auto era lontana dai soldati e non rappresentava alcun pericolo per loro.”
Il piccolo viaggiava sul sedile posteriore tra le braccia della madre, Daniyah Abu Haikal, anch’essa ferita. Il padre, Fahd Abu Haikal, ha riferito a Haaretz di essersi fermato al segnale di un soldato e di aver alzato le mani sul volante prima che venisse aperto il fuoco. “L’auto era completamente ferma quando ci ha sparato”, ha dichiarato. “Un neonato di sette mesi ucciso a sangue freddo. Non se lo meritava”. Fahd è stato raggiunto da un proiettile alla mano; sua madre e il figlio undicenne della coppia erano anch’essi a bordo.Un secondo video mostra Fahd subito dopo la sparatoria, mentre tenta di tamponare la ferita alla testa del figlio. Nelle stesse immagini, i soldati israeliani restano a distanza senza prestare soccorso, mentre sono alcuni civili a intervenire in aiuto della famiglia.Le IDF, spiega il Guardian, non hanno rilasciato ulteriori dichiarazioni in risposta alle riprese rese pubbliche da B’Tselem.
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