venerdì, 15 Maggio , 26
HomePoliticaTrump attacca il Papa mentre Rubio cerca la pace con la Santa...

Trump attacca il Papa mentre Rubio cerca la pace con la Santa Sede: la folle strategia del tycoon

-

ROMA – “Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”. Ancora una volta, scientificamente, il presidente Donald Trump, è tornato ad attaccare Papa Leone XIV. A poche ore  dall’incontro già fissato con il Pontefice del ‘ministro’ degli Esteri americano, Marco Rubio.

Dopo il primo violento attacco di Trump, infatti, il cattolico Rubio, forse anche in vista della sua possibile candidatura alle prossime presidenziali, ha chiesto un ‘faccia a faccia’ per ricomporre la frattura con la Santa Sede e soprattutto con i milioni di cattolici americani che hanno voltato le spalle a Trump. E lui, per vendetta, ha fatto saltare il tavolo mettendo in grande difficoltà Rubio trascinando di nuovo il Pontefice nello scontro con l’Iran: Papa Leone “preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”, ha spiegato Trump. Falsità a raffica.

Tanto è vero che in queste ore l’agenzia internazionale Reuters, grazie alle dichiarazioni di fonti dell’intelligence americana, ha diffuso una notizia incredibile: il tempo necessario all’Iran per costruire un’arma nucleare non è cambiato dall’estate scorsa, quando gli analisti stimavano che un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele avrebbe allungato i suoi tempi fino a un anno. Significa che dopo tutti i missili e tutte le bombe sganciate da Trump e Netanyahu alla fine nulla hanno raggiunto, la situazione resta quella di prima. Con lo smacco per loro: la dittatura iraniana, seppur con i suoi massimi capi e governanti uccisi, ha dimostrato al mondo di poter resistere e proseguire. Il problema, al di là delle gravi ripercussioni nel nostro Paese con i prezzi che aumentano per il costo del petrolio e suoi derivati, è che ormai sembra non esserci spazio per un discorso, e una soluzione, basati sul buon senso.

Che a prevalere sia sempre e comunque la follia, di questo o quel autocrate. Una decisione di buon senso è basata sull’esperienza, sulla percezione realistica delle conseguenze, insomma porta a valutare i rischi prima di agire, a evitare scelte impulsive. Il contrario di quanto sta facendo Trump, che ogni ora decide una cosa e poi la cambia. E non vale quanto vanno urlando in giro per il mondo i suoi cantori, che la sua ‘follia’ in realtà è una vera rivoluzione culturale per la vera libertà. Anche i tanti fessi che all’inizio ci hanno creduto pian piano stanno tornando sui loro passi, come dimostrano i tanti sondaggi che danno il gradimento di Trump in caduta libera. Il rischio è che Trump, per come è fatto e pensa, sia portato sempre più ad esasperare le crisi, sperando di salvarsi grazie al caos che le sue azioni creano ogni volta. Gli Stati Uniti con Trump stanno cambiando, ma in peggio.

Come ha scritto nei suoi saggi Masha Gessen, ultimo premio Pulitzer per il giornalismo di opinione, l’azione politica di Trump sta sempre più avvicinando l’America a un regime autocratico. La battaglia è in corso e procede secondo uno schema ben studiato: attacchi alla stampa e delegittimazione dei media; pressione sulle istituzioni indipendenti; uso aggressivo della retorica politica; tendenza a personalizzare il potere fino al delirio: ‘sono l’unto del Signore’.

Per fortuna, ma per quanto ancora? le istituzioni americane stanno resistendo,  tribunali indipendenti mettono in discussioni e annullano ordini presidenziali giudicati illegali; a breve ci saranno le elezioni di metà mandato; resta la separazione dei poteri; la stampa e i media, seppur attaccati e minacciati per danni con cause miliardarie, continuano a parlare delle malefatte del governo senza sconti. Il rischio è che la gente, i cittadini che ogni giorno devono guadagnarsi il pane tra mille difficoltà, si abituino a questa follia al governo, si convincano che non c’è niente che si possa fare. E sbaglia chi nel Partito Democratico pensa di aver già vinto, che basta lasciar andare le cose per arrivare alla sconfitta sicura di Trump. C’è un grande lavoro da fare, adesso e ora, soprattutto a livello culturale e di educazione.

Perché la dottrina velenosa di Trump e dei suoi seguaci è già entrata in circolo. Fateci caso, c’è meno empatia nei confronti di chi è in difficoltà, per chi ha meno, visti ormai come zavorra da cui liberarsi in ogni modo. Hanno convinto molti che è giusto gioire del dolore altrui, che il più forte ha sempre ragione e può far tutto. Per abituarci alle nefandezze dei ‘mostri’ dobbiamo tutti diventare dei mostri. Questa è la sfida che non possiamo perdere. Salvare la nostra umanità, continuare a sentire e provare sofferenza anche per il dolore degli altri, capire che solo accogliendo l’altro io salvo me stesso. 
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

POST RECENTI

Smart City Tour a Bari: territori, infrastrutture digitali e sostenibilità per la città del futuro

ROMA - La trasformazione urbana e il concetto di “città del futuro” sono approdati nel cuore della Puglia. Fondazione Italia Digitale, in partnership con INWIT,...

La Russa scherza: “Faremo una seduta a 3 con Gelmini e Carfagna, che non è male…”

ROMA - "Purtroppo potrò restare per poco tempo, ma mi hanno promesso Mara Carfagna e Stella Gelmini che mi riferiranno, faremo apposta una seduta a...

Trump, Xi Jimping e Putin: gli autocrati che minacciano la democrazia europea

ROMA - Trump è volato in Cina per incontrare il suo 'nemico' Xi, Jinping. Accompagnato dalla schiera dei suoi amici-affaristi che, tra una chiacchiera e...

Tg Politico Parlamentare, l’edizione di giovedì 14 maggio 2026

https://youtu.be/1ky_-8mDv0U PAPA LEONE: "NON CHIAMARE DIFESA UN RIARMO CHE IMPOVERISCE" "Non chiamare difesa il riarmo". Da Papa Leone XIV arriva un nuovo appello per la cessazione...
spot_img

POST POPOLARI