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Sviluppo sostenibile, i giovani ‘Gen P’: “Quante sfide, ma uniti si può”

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di Andrea Stocchiero, Policy officer Focsiv

ROMA – Il governo italiano e rappresentanti della società civile hanno presentato la Revisione nazionale volontaria (Vnr) sullo sviluppo sostenibile nella giornata di ieri, martedì 14 luglio. Si tratta di un documento che mostra come l’Italia si stia impegnando nell’affrontare le grandi sfide del nostro tempo: il riscaldamento climatico, le crescenti disuguaglianze, le guerre.

Purtroppo i recentissimi dati Istat indicano, e la nostra vita quotidiana ci dice, che vi sono ancora importanti e numerose questioni gravi da superare: la povertà pari al 10% della popolazione italiana, soprattutto di minori e stranieri, e nel Sud Italia, un aumento della popolazione che soffre di insicurezza alimentare, una profonda disuguaglianza nell’istruzione e nel reddito (il 20% più ricco ha 5 volte di più del 20% povero), la grande concentrazione di inquinamento nella pianura Padana con un aumento dei morti, la perdita di biodiversità (Rapporto SDGs 2026. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia. – Istat).D’altra parte il ministero per l’Ambiente e la sicurezza energetica ha messo in moto dei meccanismi di partecipazione come il Forum per lo sviluppo sostenibile che devono rafforzarsi e tradursi in scelte politiche di maggiore impatto sulle sfide della sostenibilità. Ci vuole più democrazia e partecipazione attiva e che si traduce in politiche concrete, oltre le élite economiche e politiche.

LE VOCI DI ‘GEN P’

Il progetto Gen P Generazione Partecipazione per la Partnership – progetto promosso dalla Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv) e co-finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Transizione energetica nell’ambito del processo di attuazione della Strategia nazionale per lo Sviluppo sostenibile – è coinvolto in questo meccanismo e qui diamo voce ad alcune delle giovani che si stanno impegnando per la giustizia sociale e climatica: “Ho partecipato alla Voluntary National Review dell’Italia come membro del Gruppo Giovani perché credo nel valore concreto dell’azione giovanile alla transizione giusta e sostenibile” riferisce Francesca Munerol, che continua: “I giovani non sono solo attivismo e protesta: sono visione chiara, competenze e responsabilità. Le giovani scienziate come me devono essere presenti sui tavoli decisionali, così da incidere davvero sulle politiche nascenti che definiscono il presente e definiranno il futuro di questo Paese”.La collega Alessandra Innocenti osserva: “Contribuire alla Vnr è stato un esercizio di democrazia attiva che ci ha permesso di soppesare quanto viene fatto, gli interessi in gioco ma soprattutto quanto il tema della sostenibilità possa venire espanso ed ampliato, includendo sempre di più una visione intergenerazionale che sfidi le logiche esistenti e metta sul piatto della bilancia quelle che dovrebbero venire riconosciute come priorità assolute: la protezione dei diritti umani, una transizione ecologica giusta, uno sguardo creatore che miri a un futuro deciso e sostenuto dalle comunità”.Denise Bertozzi, altra esponente di Gen P, aggiunge: “Viviamo in società globale in cui crescono a dismisura le diseguaglianze sociali che, unite alle crisi economiche, politiche e climatiche ed alle incertezze geopolitiche, producono nella popolazione un senso di crescente precarietà ed insicurezza, soprattutto nelle nuove generazioni. Dobbiamo fare un cambio netto di paradigma, un nuovo welfare non più liberale ma sociale: si deve costruire una sicurezza democratica e relazionale, fondata sulla responsabilità pubblica, sulla trasparenza, sulla prevenzione e sulla capacità di tenere insieme le persone”.

Carla Fanari evidenzia: “La presentazione della Vnr costituisce un importante momento di riflessione e di analisi su quanto è stato fatto e su quanto ancora resta da fare per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Un traguardo che sembrava lontano ma che, ormai, è sempre più prossimo.Considerando il periodo storico che stiamo attraversando, appare prioritario concentrarsi sulla promozione della pace e sull’educazione alla pace positiva. Occorre impegnarsi per l’attuazione di misure che attenuino le disuguaglianze economiche e sociali fino ad eliminarle, secondo il principio fondante dell’Agenda 2030 ‘nessuno deve essere lasciato indietro'”. Per Fanari, “Occorre cooperare per una giustizia climatica e per la costruzione di una società equa, giusta e di pace. Occorre non dimenticare il valore della partecipazione democratica, in particolare della partecipazione giovanile, che non dovrebbe limitarsi alla sola consultazione ma essere co-protagonista nei tavoli decisionali. C’è ancora tanto da realizzare, ma uniti- conclude- possiamo fare la differenza”.

(photo credit: fondazione cariverona/web)
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