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Servire al Futuro. La formazione nella pubblica amministrazione ai tempi dell’AI

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La crescente diffusione della formazione online e blended, così come i recenti sviluppi nell’ambito dell’intelligenza artificiale, rendono il panorama formativo ancor più complesso, sottolineando l’importanza di adottare una visione sistemica nella progettazione didattica. Per realizzare eventi formativi efficaci, che sappiano sfruttare appieno le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dai progressi nella comprensione dei processi di apprendimento, è indispensabile integrare le conoscenze pedagogiche con competenze tecniche progettuali. Questo permette di tradurre in pratica le teorie formative, creando esperienze didattiche concrete per i dipendenti pubblici contribuendo in modo significativo al loro sviluppo professionale. Fare formazione di nuova generazione, efficace e continua significa, quindi, fare una scelta strategica per la crescita delle competenze personali e professionali. Ovvero introdurre per il futuro una regolazione della materia che deve intervenire nell’ambito della correlazione tra link digitali/telematici, dati e catena di valore, dell’integrazione tra dimensione spazio-temporale (il cd. real time) e strategie digitali, dell’ecosistema delle piattaforme digitali/telematiche e dell’intelligenza artificiale che regge pienamente, man mano che la tecnologia si sviluppa, i primi tre elementi. Una nuova didattica, che integri formazione, apprendimento, performance.

Proprio in materia di progettazione di nuovi modelli formativi, numerose ricerche scientifiche, in particolare quelle neuroscientifiche, ci restituiscono indicazioni guida precise sulla necessità e attraverso quali modalità e metodi costruire “ambienti” dove vivere nella bellezza e nell’ergonomia (ambiente fisico), utilizzando il digitale in modo competente e non invasivo e totalizzante (ambiente digitale) all’interno di un sistema di relazioni positive orientate al benessere (ambiente relazionale). La scelta di approcciare la progettazione dei processi formativi all’interno di questo scenario può rappresentare anche il primo grande passaggio culturale verso un modello evolutivo per la pratica operativa delle amministrazioni pubbliche facilitandone il lavoro, rendendolo più efficiente e ottimizzato nei tempi con conseguente benessere psico-fisico di tutti gli attori.

Senza sottovalutare, poi, che per lo sviluppo delle competenze dei dipendenti pubblici – che trova la sua collocazione all’interno dei Piani formativi, oggi inseriti nel PIAO – una dimensione importante dell’apprendimento degli adulti è dato dalla discussione tra pari, dalla collaborazione, dalla coprogettazione, dall’interazione e dalla risoluzione di problemi che può avvenire fuori dalla propria organizzazione all’interno di network o reti istituzionali e professionali. Le reti costituiscono il substrato connettivo della PA in cui è possibile attivare lo sviluppo di competenze ancora poco codificate, anticipando quanto può essere organizzato poi in percorsi formativi.

Da questo panorama emerge l’urgenza di reimpostare il concetto di formazione, ripartendo da una leva educativa nel quadro più ampio del sistema di gestione e sviluppo delle risorse umane e di gestione meritocratica in rispetto ai ruoli delle posizioni e alle competenze e ai percorsi di sviluppo verticali ed orizzontali. Una sorta di nuova offerta formativa funzionale che riparta dal concetto di lavoro come vocazione, nel suo pieno senso di libertà, e quale espressione integrale della ispirazione di ogni singolo.

Questo volume, curato da Susanna Sancassani direttore di Metodi e Tecnologie Innovative per la Didattica (METID) del Politecnico di Milano e Walter Tortorella Direttore della Scuola IFEL dell’ANCI, cerca di dare risposta a buona parte degli interrogativi e delle questioni che oggi si trova ad affrontare il mondo della pubblica amministrazione; un mondo a cui si chiede di essere sempre meno amministrazione e sempre più valore pubblico.

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