ROMA – “Un rapporto basato quasi sull’inganno, per disorientare l’avversario che attacca. Una forma intelligente di difesa”. La lotta al dolore cronico potenzia i suoi meccanismi con la ‘Scrambler Therapy’, una tecnologia da poco adottata anche all’interno dell’ospedale Grassi di Ostia, tra i pochi ospedali di Roma e del Lazio a usarla, che ha recentemente potenziato il suo servizio con l’apertura di un nuovo ambulatorio di Terapia del Dolore.
“Si tratta di una frontiera avanzata che amplifica l’offerta assistenziale e testimonia la volontà della ASL Roma 3 di investire in strumenti innovativi e percorsi di cura sempre più efficaci per migliorare la vita quotidiana del paziente, alleggerendo il carico emotivo delle famiglie. Una tecnologia non invasiva che mira a modulare la percezione del dolore attraverso specifici impulsi elettrici offrendo ai pazienti una possibilità terapeutica ulteriore, soprattutto nei casi di dolore neuropatico cronico”, spiega il dott. Fabrizio Marra, Direttore della UO Anestesia e Rianimazione del Grassi di Ostia e coordinatore dell’Ambulatorio di Terapia del Dolore.
Si parlava di strategia quasi dell’inganno nell’approccio terapeutico: “Per certi versi è così, perché di fatto i segnali elettrici non dolorosi che vengono inviati con la terapia attraverso la pelle ingannano il sistema nervoso. Questo consente, nella percezione degli stimoli che arrivano, una forma di sostituzione del segnale doloroso con informazioni normali”. Praticamente rimodulare le capacità ricettive del nostro corpo agli stimoli che arrivano dall’esterno.
“Il nostro corpo, in ogni sua componente, non è rigido per natura. Si adatta. Si rimodula. In questo senso anche il sistema nervoso è in grado di modificarsi con questa terapia che di fatto rimodella la capacità del cervello di non percepire dolore. Scientificamente è il concetto di neuroplasticità”.
Nel concreto la ‘Scrambler Therapy’ in cosa consiste? “Applichiamo degli elettrodi proprio a ridosso della zona che presenta dolore. Elettrodi che inviano stimoli elettrici. Il paziente non sente dolore ovviamente, al più una forma di formicolio e solitamente il tutto avviene in un ciclo di una decina di sedute. Un approccio terapeutico che non presenta particolari controindicazioni o effetti collaterali, fatta eccezione episodicamente per una leggera eruzione cutanea dove vengono applicati i sensori. Ma questo dipende dalle singole sensibilità”.
Ma è un’alternativa ai farmaci? “Va detto che può ridurre l’assunzione delle tradizionali terapie farmacologiche ma senza sostituirle di fatto. Viene usata a supporto, come un valido aiuto e sostegno nel cammino del dolore cronico”, conclude Marra.
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