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Parità di genere, Fasani (Open-es): “Nelle Pmi coinvolgere proprietà”

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(Adnkronos) – “In Italia, più di tre quarti della forza lavoro è all’interno del comparto delle piccole e medie imprese. Più dell’80% delle imprese in Italia ha una proprietà come persona singola o con una guida familiare. All’interno del comparto Pmi, un cambiamento culturale” per la parità di genere “significa arrivare all’imprenditore, all’imprenditrice, alla famiglia che guida l’azienda e creare una convergenza, una comunione di visione su questo tipo di obiettivi”. Lo ha detto Stefano Fasani, Program Manager di Open-es, partecipando, questa mattina a Milano, all’evento di presentazione dello studio ‘Donne, lavoro e sfide demografiche. Modelli e strategie a sostegno dell’occupazione femminile e della genitorialità’, di Fondazione Gi Group e Gi Group Holding, realizzato in collaborazione con Valore D. 

“Open-es è un’alleanza, una community di piccole e medie imprese coinvolte dai propri capofiliera, banche, assicurazioni, associazioni, per intraprendere percorsi di sviluppo sostenibile – spiega Fasani – conta ad oggi più di 19 mila imprese e più di 100 mila pmi sono in fase di onboarding. Questa alleanza lanciata da Eni con Boston Consulting Group e Google Cloud, a cui si sono aggiunte ad esempio realtà come Unicredit, WeBuild, Engineering e, oggi siamo orgogliosi di annunciare, da pochi giorni, anche la partnership con Valore D. Bisogna discutere, aprirsi, parlare e dare delle soluzioni semplici”.  

Quando “parliamo di piccole e medie imprese, parliamo di persone – sottolinea Fasani – Abbiamo coinvolto i dipendenti e i responsabili di queste Pmi, nell’Open-es Camp, un campus formativo. Per il project work finale potevano scegliere qualsiasi dimensione del modello Esg, ma più del 25% delle persone ha scelto un’iniziativa sulle tematiche della diversità e dell’inclusione. Molti ad esempio provavano ad interrogarsi su come introdurre concetti di smart working anche all’interno delle loro realtà. Può sembrare banale, ma per un’attività che si fa in campo, riuscire a mettere a terra questo tema della flessibilità di orario, per andare incontro alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, anche a supporto dei percorsi di genitorialità, è già un primo passo importante – conclude – questi sono esempi di azioni concrete con cui ogni azienda può dare il suo contributo a questo obiettivo comune”. 

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