venerdì, 17 Luglio , 26
HomeMondo“Mai così vicino”, ma sempre troppo lontano: la guerra in Iran in...

“Mai così vicino”, ma sempre troppo lontano: la guerra in Iran in fase di pre-accordo perenne

-

ROMA – Al di là delle dichiarazioni ufficiali, utili a posizionarsi dal lato della vittoria in tempo utile, non c’è ancora un accordo, tra Stai Uniti e Iran. Qualcosa si muove, ma nessuno si sbilancia. A Washington, un alto funzionario dell’amministrazione ha parlato al New York Times, ha fatto sapere che un accordo quadro con l’Iran potrebbe essere firmato “nei prossimi giorni”, aggiungendo però una cascata di distinguo: nessuna data fissata, nessun luogo stabilito, il processo decisionale di Teheran “molto complesso”, le due parti “molto vicine” ma “non ancora al traguardo”. La sua fiducia personale, ha precisato, è ora “all’80-85 per cento”. La grammatica dell’accordo “mai così vicino” ma sempre troppo lontano.

La bozza di accordo (della quale girano un po’ di versioni di parte, al momento) è un memorandum d’intesa. Non un trattato, non un accordo definitivo. Prevede un cessate il fuoco di sessanta giorni che fungerebbe da anticamera a negoziati ben più spinosi: l’allentamento delle sanzioni, il futuro del programma nucleare iraniano. Mesi di lavoro, forse di più. Con lo spettro di Gaza che aleggia: una “fase 1” per sempre.

Sul contenuto, il funzionario ha preferito i contorni alla sostanza. L’accordo, se firmato, riaprirebbe lo Stretto di Hormuz, porrebbe fine al blocco dei porti iraniani e darebbe il via a trattative per lo smantellamento del programma nucleare, la consegna agli Stati Uniti dell’uranio arricchito e la creazione di un meccanismo di verifica. I vantaggi economici per Teheran – ha insistito il funzionario – sarebbero condizionali: primo la consegna del materiale, poi il sollievo finanziario; prima lo smantellamento degli impianti, poi un beneficio più consistente. Nessun pagamento anticipato, ha detto, smentendo voci di un trasferimento miliardario immediato.

Restano aperti i nodi più delicati: quali siti smantellare, per quanti anni sospendere l’arricchimento dell’uranio, come recuperare le scorte sepolte sotto le macerie dell’impianto di Isfahan bombardato dagli Stati Uniti un anno fa. Il funzionario non ha risposto.

Intanto, il Comando Centrale americano ha comunicato che l’Iran ha lanciato diversi droni d’attacco contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi li hanno abbattuti tutti. La firma, se arriverà, non sarà l’inizio della pace. Sarà l’inizio di un’altra trattativa.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

POST RECENTI

È la Giornata mondiale delle ‘emoji’: un’indagine svela l’alfabeto emotivo digitale della Gen Z

ROMA - In occasione della Giornata mondiale delle emoji (che si celebra proprio oggi, venerdì 17 luglio), un’iniziativa realizzata dagli studenti dell’Università Lumsa offre uno...

Sesta notte consecutiva di attacchi in Iran, gli Usa rivendicano i raid. Media: “Almeno 7 civili uccisi”

ROMA - Intensi bombardamenti da parte delle forze statunitensi hanno colpito nella notte numerose località nel sud dell'Iran, in particolare sulla costa, causando vittime...

Trump lancia l’allarme sulla vulnerabilità del sistema elettorale Usa e accusa la Cina: “Violati dati di milioni di elettori”

ROMA - In un discorso fatto alla Nazione giovedì sera, il presidente Donald Trump ha messo in guardia i cittadini sulla vulnerabilità del sistema elettorale...

“Rabat spiò Lecornu”: scandalo durante la visita del premier francese in Marocco

ROMA - Il Marocco sin dal 2017 avrebbe utilizzato il software di intelligence Pegasus per spiare ministri francesi, tra cui l'attuale primo ministro Sébastien Lecornu, che proprio...
spot_img

POST POPOLARI