ROMA – Iran e Stati Uniti sono tornati a colpirsi direttamente per la prima volta dalla tregua entrata in vigore nella notte tra il 7 e l’8 aprile. Si tratta della violazione più significativa del cessate il fuoco finora registrata. Una tregua della tregua. Teheran ha lanciato missili e droni contro gli Emirati Arabi Uniti. Uno dei droni ha provocato un incendio nel porto di Fujairah, causando il ferimento di tre persone. Le autorità emiratine hanno dichiarato di aver intercettato parte degli attacchi. La risposta statunitense si è concentrata in mare: colpite alcune imbarcazioni militari iraniane di piccole dimensioni e intercettati droni e missili diretti contro navi commerciali nello stretto di Hormuz. Trump ha ridimensionato l’accaduto, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato gli attacchi iraniani, rivendicando il diritto a una risposta. Ma di fatto s’è riaccesa una guerra che pareva ormai finita.
10:30 – LA CONDANNA DEI MEDIATORI
Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha condannato gli attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti, alleati degli Stati Uniti. In un post pubblicato questa mattina su X, Sharif ha espresso la sua piena solidarietà al presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
“Il Pakistan condanna fermamente gli attacchi missilistici e con droni contro infrastrutture civili avvenuti la scorsa notte negli Emirati Arabi Uniti”, ha scritto. “Il Pakistan è fermamente al fianco dei nostri fratelli e sorelle emiratini, così come del governo degli Emirati Arabi Uniti, in questo momento difficile. È assolutamente essenziale che il cessate il fuoco venga mantenuto e rispettato, per consentire il necessario spazio diplomatico per il dialogo che porti a una pace e a una stabilità durature nella regione.”
10:00 – INTANTO IN LIBANO
L’esercito di Israele ha intimato l’evacuazione di due cittadine nel sud del Libano, Jebchit e Sarafand.Attraverso comunicazioni diffuse anche sui social network, ai residenti è stato detto di “allontanarsi immediatamente per una distanza di almeno 1.000 metri verso aree aperte”.L’esercito israeliano ha riferito dell’avvio di un’operazione militare contro “elementi, strutture e combattenti di Hezbollah”.
Secondo il ministero della Sanità del Libano, solo ieri nel Paese i raid di Tel Aviv hanno ucciso 17 persone. Da giovedì scorso, sempre stando al dicastero, le vittime sono state 110.Nei giorni scorsi, Israele ha accusato Hezbollah di aver lanciato centinaia di razzi e droni.
9:00 – “NON ABBIAMO ANCORA COMINCIATO”
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato in un post su X che “un nuovo assetto dello Stretto di Hormuz è in fase di consolidamento” e ha avvertito che il mantenimento dello “status quo” rappresenta una posizione “intollerabile” per gli Stati Uniti.Ghalibaf è il capo negoziatore iraniano: “La sicurezza del trasporto marittimo e del transito energetico è stata compromessa dagli Stati Uniti e dai loro alleati attraverso la violazione del cessate il fuoco e l’imposizione di un blocco; naturalmente, la loro malvagità diminuirà. Sappiamo benissimo che il mantenimento dello status quo è intollerabile per l’America, e non abbiamo ancora nemmeno iniziato.”Non abbiamo nemmeno iniziato”, ha scritto poi.
معادلهٔ جدید تنگهٔ هرمز در حال تثبیت است. امنیت کشتیرانی و ترانزیت انرژی به دست آمریکا و متحدانش با نقض آتشبس و اعمال محاصره به خطر افتاده است؛ البته شرّشان کم خواهد شد.
خوب میدانیم که استمرار وضع موجود برای آمریکا غیر قابل تحمل است؛ درحالی که ما هنوز حتی شروع هم نکردهایم.
— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) May 5, 2026
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it


