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Istat: clima penalizza agricoltura, più colpiti vino e frutta

AttualitàIstat: clima penalizza agricoltura, più colpiti vino e frutta

Valore aggiunto settore -2,5% in volume, occupazione -2,4%
Roma, 18 giu. (askanews) – Il clima continua a penalizzare l’agricoltura italiana. Secondo l’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola, nel 2023 il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato risultati negativi: il valore aggiunto è diminuito del 2,5% in volume, in controtendenza rispetto all’economia nazionale che ha evidenziato una crescita dell’1,1% nel suo complesso; la produzione in volume si è ridotta dell’1,8%. L’occupazione ha registrato una flessione del 2,4%.
Gli andamenti dell’annata, spiega l’Istat, sono stati condizionati dalle avverse condizioni climatiche che hanno caratterizzato diversi periodi dell’anno, con il susseguirsi di fenomeni estremi che hanno colpito molte produzioni di importanza primaria per il settore agricolo.
In particolare, nel 2023 si è registrato un forte calo per la produzione in volume di vino (-17,4%) e frutta (-11,2%). In diminuzione anche florovivaismo (-3,9%), olio d’oliva (-3%), attività di supporto (-1,6%) e comparto zootecnico (-0,9%). Annata favorevole, invece, per piante industriali (+10,2%), cereali (+6,6%) e attività secondarie (+7,2%).
In calo la produzione agricola di beni (-3,9% per le coltivazioni e -0,9% per il comparto zootecnico) e delle attività dei servizi di supporto (-1,6%). Solo le attività secondarie non agricole hanno segnato un andamento positivo (+7,2%).
È proseguita la crescita dei prezzi alla produzione (+3,9%), ma a tassi decisamente più contenuti rispetto all’anno precedente. Al contrario, si è arrestato il trend espansivo dei costi del settore, con i prezzi degli input in diminuzione (-2,5%), soprattutto a partire dalla seconda parte dell’anno.
Nel 2023 anche gli altri comparti hanno registrato risultati negativi. Nella silvicoltura, la produzione e il valore aggiunto sono diminuiti in volume, rispettivamente, dello 0,9% e dell’1,2%, mentre nella pesca le diminuzioni sono state dello 0,5% e del 3,5%.
Il valore aggiunto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco è aumentato del 2,7% in volume, mentre quello del comparto agroalimentare, che comprende anche agricoltura, silvicoltura e pesca oltre all’industria alimentare, è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente (+0,1%).
La quota del settore agroalimentare sul totale economia è migliorata, salendo nel 2023 al 4,2% dal 3,8% dell’anno precedente, grazie a un rafforzamento del contributo dell’industria alimentare (2% rispetto all’1,6% del 2022) e a una conferma del contributo del settore primario (2,2%, come nel 2022).

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