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Haidi Giuliani sul G8: “La polizia sia al servizio dei cittadini”. Fico: “Ferita ancora aperta”

BariHaidi Giuliani sul G8: “La polizia sia al servizio dei cittadini”. Fico: “Ferita ancora aperta”

Di Simone D’Ambrosio e Marta Tartarini

GENOVA – “Vogliamo una Polizia al servizio e al fianco dei cittadini. I cittadini non sono i nemici, c’è molto da cambiare”. Così Haidi Giuliani, oggi pomeriggio in piazza Alimonda a Genova, per il ventennale dell’uccisione del figlio Carlo durante le manifestazioni no global contro il G8 nel capoluogo ligure.

L’ex senatrice si rivolge all’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli: “Signor Franco Gabrielli, due anni fa ci ha chiesto di voltare pagina, ha detto ‘basta parlare di G8’. Però ha continuato a promuovere i condannati per i pestaggi alla Diaz. Come la chiamiamo questa se non ipocrisia? E noi come possiamo fidarci di un capo della Polizia ipocrita? Dimostri di voler voltare pagina e di voler riformare la Polizia che è di Stato, a servizio dei cittadini e non è un’arma”.

FICO: “20 ANNI FA LO STATO FALLÌ, SONO FERITE CHE BRUCIANO ANCORA”

“Vent’anni fa, per le strade di Genova, lo Stato fallì. Le violenze perpetrate nei confronti di manifestanti che nulla avevano a che fare con i Black Bloc, la mattanza notturna nel complesso della Diaz, l’orrore di Bolzaneto: sono ferite che bruciano ancora. Non è possibile dimenticare, come non è possibile costruire su quei fatti una memoria condivisa. Troppa ferocia, troppo dolore”. Lo scrive su facebook il presidente della Camera, Roberto Fico, osservando che “a distanza di 20 anni ci sono però elementi su cui riflettere. Cosa rimane di quei giorni, cosa rimane dietro quella coltre di fumo. Dopo Genova non sono naufragate le istituzioni democratiche, e non è naufragato quel movimento. Una serie di processi in sede penale sono andati avanti. Ci hanno consentito di ricostruire i fallimenti nelle catene di comando, le responsabilità di quelle torture che per l’ordinamento italiano ancora torture non erano, visto che la legge sarebbe stata approvata anni dopo. Quelle sentenze e ricostruzioni giudiziarie sono a tratti terribili, durissime. Ma rileggerle, per quanto doloroso, ci consente di andare avanti”.

Per Fico “ci fa rendere conto che le democrazie hanno i loro anticorpi, che quando un potere dello Stato fa verità sui comportamenti delle autorità pubbliche questo rafforza la democrazia, e agisce come tessuto riconnettivo. E poi c’è quel vasto movimento che chiedeva un radicale cambiamento delle politiche a livello globale. Non è morto dopo Genova, anzi. Si sarebbe ritrovato con entusiasmo a Firenze un anno dopo, poi avrebbe assorbito le proteste contro la guerra in Iraq del 2003, e ancora, negli anni a venire, le lotte per i beni comuni dalla Val di Susa ai referendum per l’acqua pubblica sono la coda lunga di quel movimento. Così come molte tematiche e riforme, anche di ampiezza globale, che in questi mesi stiamo affrontando nascono anche da lì, da quell’energia e da quei laboratori di idee che erano i social forum”.

Il presidente della Camera conclude: “Nulla si perde, e dunque non è vero che di quelle giornate non sia rimasto nulla. A livello personale non ho mai perso l’entusiasmo di stare dalla parte che ritenevo giusta, né ho perso la fiducia nelle istituzioni democratiche che oggi mi onoro di rappresentare. E da rappresentante dello Stato, a 20 anni esatti da quel 20 luglio, voglio dedicare un pensiero e un abbraccio a Haidi e Giuliano Giuliani. Non dimentichiamo”.

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