ROMA – Israele deve rilasciare “subito” Saif Abukeshek e Thiago de Avila, attivisti della Global Sumud Flotilla ora detenuti: lo ha sottolineato il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan. La sua dichiarazione è arrivata da Ginevra. Secondo Al-Kheetan, “non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno”.
Ieri, per la seconda volta, il tribunale ha prorogato la loro detenzione cautelare fino all’11 maggio basandosi su “elementi di prova segreti”, come riporta la Gsf citando il giudice Yaniv Ben-Haroush. Tali prove non sarebbero state mostrate né agli attivisti né ai loro avvocati. Gli avvocati dell’ong Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno definito la decisione una “validazione giudiziaria dell’illegalità dello Stato”, evidenziando che non sono state formalizzate accuse contro di loro, e che gli attivisti “sono stati rapiti a oltre mille chilometri da Gaza, ben al di fuori della giurisdizione israeliana”. Mentre Adalah ha annunciato il ricorso contro la decisione, i due attivisti proseguono lo sciopero della fame, che ha raggiunto i 7 giorni.
La Gsf denuncia che entrambi “sono tenuti in totale isolamento sotto un’illuminazione ad alta intensità 24 ore su 24 per indurre privazione del sonno e disorientamento”. Inoltre “vengono tenuti bendati durante ogni spostamento, compresi gli esami medici” mentre “ricevono esplicite minacce di morte: gli inquirenti- scrive l’ong- hanno esplicitamente minacciato la vita di Thiago Ávila e hanno rivolto minacce anche alle famiglie dei detenuti”.
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