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Due volti di “Gomorra”, una sola origine: la Scuola di Cinema di Napoli

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C’è un filo sottile e continuo che attraversa quasi diciotto anni di cinema e serialità italiana. E parte da Napoli. Un luogo preciso, una visione chiara, una direzione riconoscibile: la Scuola di Cinema di Napoli, fondata e diretta da Roberta Inarta, affiancata negli ultimi anni dalla sorella Laura Inarta.

Da quasi diciotto anni, la Scuola non è soltanto un centro di formazione: è un presidio culturale che incide concretamente sul territorio e sull’industria audiovisiva nazionale.

In una città complessa e stratificata come Napoli, la scuola ha costruito un metodo rigoroso, capace di riconoscere il talento quando è ancora fragile e di accompagnarlo con responsabilità verso una maturazione artistica autentica.

La storia recente della serialità italiana offre una coincidenza che ha il valore di una conferma. “Gomorra” ha trovato i suoi protagonisti, Salvatore Esposito prima e Luca Lubrano poi, in queste stesse aule in via del Parco Margherita 5 a Chiaia.

Salvatore Esposito, scelto anni fa come volto centrale della serie, è stato un allievo della Scuola di Cinema di Napoli. Oggi, a distanza di tempo, un’altra luce cresciuta tra le stesse aule torna a brillare nello stesso universo narrativo.

Una coincidenza che racconta molto: come se, senza il lavoro formativo della Scuola, quelle storie non avrebbero mai trovato i loro volti più autentici.

Oggi quella luce ha un nome: Luca Lubrano. «È entrato alla Scuola all’età di soli otto anni», racconta la direttrice Roberta Inarta, «e fin dal primo giorno la sua presenza e la sua sensibilità erano evidenti.

Lo sguardo, l’ascolto, la naturalezza scenica… tutto ci ha fatto capire subito che Luca era un talento autentico. Sin da allora abbiamo creduto in lui, lo abbiamo accompagnato passo dopo passo, e oggi vedere la sua luce sul grande schermo ci conferma che avevamo ragione».

Luca Lubrano è oggi protagonista di “Gomorra- Le Origini”, serie di alto profilo, curata in ogni dettaglio, sostenuta da una regia solida di Marco D’Amore e da un cast di grande valore. Un risultato che è il punto di arrivo di un percorso lungo, serio, costruito con studio, disciplina e fiducia.

Ma la storia della Scuola di Cinema di Napoli non si misura soltanto attraverso gli attori. Ogni successo dei suoi allievi – che oggi lavorano nel mondo del cinema e della televisione, davanti e dietro la macchina da presa, come registi, operatori di ripresa, direttori della fotografia, responsabili di produzione e make-up artist – è parte di un racconto più ampio.

È la storia di una Scuola che ha investito sul territorio di Napoli, che ha creduto nel valore della formazione culturale e che continua a generare opportunità concrete e reali.

In un Paese che spesso celebra i risultati solo quando diventano evidenti, realtà come la Scuola di Cinema di Napoli ricordano quanto sia decisivo riconoscere e incoraggiare il lavoro, prima del successo.

Quando un talento cresce, tutta la città cresce con lui. E proprio per questo le istituzioni dovrebbero sempre sostenere luoghi culturali come questo, perché investire nella cultura significa investire nel futuro sociale e nello sviluppo del territorio.



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