Milano, 8 set. (askanews) – Secondo i dati ISTAT del 2025, la popolazione italiana con disabilità è stimata intorno a 2,9 milioni di persone, pari a circa il 5% del totale. Un numero che comprende casi più e meno gravi, con difficoltà cognitive, psichiche, fisiche o motorie, ma ognuna che richiede un’attenzione specifica soprattutto quando si è in viaggio, lontano da casa. A supportare la vita quotidiana di una persona disabile c’è spesso un compagno a quattro zampe; il più delle volte l’animale ideale si rivela essere il cane per la sua grande adattabilità e sintonia con gli esseri umani. E la qualità della vita di queste persone e delle loro famiglie migliora davvero; lo confermano anche alcune ricerche tra cui “The impact of living with assistance dog placements on quality of life” realizzata nel 2024 da un gruppo di ricercatori inglesi.
L’indagine ha analizzato l’impatto a lungo termine dei cani d’assistenza sulla vita di bambini e adulti con disturbi dello spettro autistico o disabilità fisiche nel Regno Unito, valutando le aspettative delle famiglie pre adozione e post adozione. È emerso che, oltre alle migliorìe fisiche per cui il cane è a volte addestrato per dare supporto, le persone godono anche di sostanziali benefici psicosociali ed emotivi grazie alla semplice compagnia e assistenza dell’animale. In particolare, sempre secondo lo studio, il cane è in grado di dare alle persone fragili uno stimolo prezioso, facilitando le attività quotidiane e promuovendo l’indipendenza e l’autostima.
L’Italia purtroppo è ancora indietro sul fronte del turismo accessibile, nonostante gli sforzi degli ultimi anni. È quanto è emerso dal convegno del 2025 “Consumatori e Disabilità” dell’associazione indipendente Consumers’ Forum. Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’associazione Furio Tuzzi, più del 90% delle strutture turistiche presenta limitazioni e alle barriere architettoniche si aggiungono quelle sensoriali, digitali e culturali. Se a queste difficoltà si somma anche quella di trovare strutture che accettino la presenza di animali da compagnia, viaggiare per un disabile rischia di diventare impossibile. In questo contesto il camper può diventare una soluzione, grazie soprattutto alla completa personalizzazione degli spazi.
“Tante famiglie non desiderano necessariamente un animale da assistenza, cercano spesso un cane ben educato, affinché diventi un valore aggiunto nella famiglia e compagno di vita della persona più fragile. Purtroppo però portarsi il cane in vacanza non è sempre così semplice. Il camper si pone come mezzo ideale perché può essere personalizzato negli spazi, sia per il disabile sia per l’animale. Nello specifico, poi, per il cane è perfetto perché diventa una casa conosciuta, in cui si sente al sicuro” spiega Monica Morelli, istruttore cinofilo de Il Branco di Emily.
“Le persone con disabilità hanno bisogno per il proprio benessere di mantenere una continuità affettiva; il camper diventa un alleato, consente alla persona fragile di viaggiare insieme ai famigliari e al proprio animale da compagnia, riscoprendo gli affetti, l’intimità delle mura domestiche e gli spazi di casa.” Spiega Marta Vappiani, psicologa e psicoterapeuta Responsabile progetti Impronte nell’Anima APS.
Assocamp, Associazione Nazionale Operatori Veicoli Ricreazionali e Articoli per Campeggio, parte di Confcommercio e che rappresenta il 98% dei concessionari di camper e caravan italiani, porta avanti da anni la sua campagna di raccolta firme, a cui è ancora possibile aderire, per sensibilizzare le istituzioni a estendere l’agevolazione IVA al 4%. Questo, al fine di supportare le persone con disabilità nel sostenere l’acquisto di autocaravan e le spese di adattamento strutturali necessarie per farlo diventare il mezzo perfetto per ogni tipo di disabilità. Purtroppo a oggi l’acquisto di un camper non consente questa possibilità, che viene però riservata ad altre tipologie di veicoli.
Come spiega Ester Bordino, presidente Assocamp: “Per molti oggi è ancora proibitivo affrontare l’acquisto e l’adattamento di un autocaravan alle specifiche esigenze. C’è una legge che permette alle persone con disabilità di acquistare macchine, furgoni e addirittura pulmini a nove posti, ma un camper no, ed è una discriminazione perché questo mezzo non è solo ideale per le vacanze ma permette anche di spostarsi per motivi sanitari e portare assistenza a chi è ricoverato. I parenti possono stare vicini ai propri cari pernottando negli stalli degli ospedali – ancora troppo pochi in Italia – in un ambiente privato e familiare. Per questo ci impegniamo perché l’agevolazione Iva al 4% venga estesa anche agli autocaravan”.


