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Dalla terra alla tavola: eccellenze artigianali a km 0

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Masseria Giòsole, tradizione e innovazione in Campania Felix. 

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata. (A. Einstein)

C’è qualcosa di speciale nei luoghi che conservano il verde, nascosti alla frenesia e al caos.

È questo il fascino che hanno esercitato e continuano ad esercitare, forse oggi più che mai, gli agriturismi e le masserie.

La “masseria” si diffonde soprattutto nel Sud Italia, tra il ‘500 e il ‘700; era una costruzione rurale fortificata, con due funzioni fondamentali: provvedere all’autosussistenza e alla difesa.

E il nucleo di quel progetto è ancora vivo in alcune delle masserie attuali: l’autoproduzione, in un mondo profondamente industrializzato; e anche l’illusione di protezione, l’impressione di entrare in uno scrigno che chiuda il mondo fuori, per rifugiarsi dove il rumore non arriva, e riacciuffare un sentimento di sicurezza.

La Masseria Giòsole nasce proprio nel cuore del meridione, in un’area ubertosa della Campania Felix – il territorio della città di Capua antica nel periodo romano.

Furono i romani, in particolare Plinio Il Vecchio, a battezzarla “felix”, terra fortunata, felice: per la bellezza dei suoi paesaggi, la mitezza del suo clima, ma sopra ogni cosa per la ricchezza e la fertilità dei suoi campi.

La famiglia Pasca di Magliano sapeva bene tutto ciò nel secolo XVIII, quando diede inizio ad un’attività che si sarebbe trasmessa da generazione in generazione, per oltre 300 anni.

Alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, da latifondo, la Masseria Giòsole diventa l’azienda agricola che attraverso il tempo, le evoluzioni e trasformazioni, è ancora oggi.

Giòsole è affidata alle amorevoli cure di Alessandro Pasca di Magliano, imprenditore illuminato e munifico, di suo figlio Niccolò, a cui spetta il compito di alimentare il seme dell’innovazione nel solco della tradizione di famiglia e di un validissimo entourage di collaboratori.

Aperta ogni weekend, la Masseria s’impegna oggi ad offrire a chiunque, grandi e piccini, ricette nuove e sempre diverse, costruite su ciò che la natura e le stagioni offrono, con la possibilità di richiedere – con anticipo –  piatti vegani e vegetariani, e laboratori didattici o workshop in collaborazione con artisti e associazioni.

Ma non è tutto: per chi volesse prolungare la propria fuga nella natura per qualche giorno, il B&B accoglie un ristretto numero di ospiti alla volta, in modo da garantire ad ogni singolo individuo un reale soggiorno di pace in campagna.

Questo prevede una colazione a base di prodotti a km 0, piscina, area relax in giardino e passeggiata al Parco Fluviale.

Tuttavia, il nucleo e punto di forza della Masseria resta la produzione: il catalogo prevede olio, vino, conserve di ortaggi, succhi di frutta e confetture. In particolare le marmellate, prodotte all’interno dell’innovativo laboratorio di trasformazione, sono il fiore all’occhiello dell’azienda.

Nonostante le macchine di ultima generazione, l’approccio resta quello dell’home-made e ogni vasetto di marmellata è frutto di un processo di lavorazione lento e attento. La cottura a bassa temperatura conserva la materia prima, in modo che ogni risultato contenga nel complesso una percentuale di frutta fresca superiore al 60%.

Oltre ai gusti più “classici”, come la Marmellata al limone, vi sono anche proposte e abbinamenti originali, frutto del genio e del gusto degli artigiani.

La marmellata “Quattro agrumi e zenzero”, ad esempio, combina arance, pompelmi, mandarini e limoni, coltivati nei frutteti della Masseria e raccolti quando la frutta ha raggiunto il giusto grado di maturazione.

Il processo di preparazione è interamente manuale e la quantità di zuccheri aggiunti è attentamente calibrata in modo da non coprire il gusto amarognolo delle scorze degli agrumi. Infine, l’aggiunta di una piccola percentuale di zenzero è scelta per arricchire ed esaltare il loro gusto piccante.

O ancora, come non parlare della marmellata “Arancia al rosmarino”? Al di là della simbologia cristiana che lega il colore azzurro dei fiori del rosmarino al mantello che la Madonna lasciò cadere su un arbusto durante la fuga in Egitto, al rosmarino, sin dalla notte dei tempi sono state attribuite virtù magiche.

Leggenda vuole che a questo arbusto sia stato dato il potere  di disperdere gli spiriti maligni ma anche il dono, tra i tanti, di aiutare a sognare mondi fantastici, allontanando gli incubi, una volta messo sotto il cuscino.

Nella Masseria Giòsole le proprietà “stregate” e ancestrali del rosmarino sono ben note e per questo nel laboratorio dove si preparano le tante bontà che giungono sulle tavole degli avventori si è voluto realizzare il connubio tra arance e rosmarino.  

In questo caso il processo richiede estrema delicatezza, in modo da evitare l’imbrunimento delle arance e la perdita di consistenza della polpa.

Questo, insieme al contenuto moderato di zuccheri aggiunti, la cottura limitata e il trattamento termico accurato, permette di preservare il contenuto proteico delle arance, il loro colore, profumo, e soprattutto il sapore frizzante.

Ma è l’aroma unico del rosmarino a conferire alla marmellata il suo gusto e profumo particolari.

La “Confettura extra pera al basilico” rappresenta un ulteriore abbinamento originale, mentre la “Confettura extra Feijoa” è una novità del laboratorio: la feijoa è una coltura introdotta di recente nei campi della Masseria Giòsole.

La polpa del frutto si presenta di colore bianco-aranciato, il sapore è dolce e fresco, un misto fra ananas e fragola, preservato da una preparazione manuale e delicata.

 Insomma, se la storia insegna che la Campania felix è stata per secoli il cuore dell’agricoltura e del commercio, ora più che mai è necessario onorare quel passato: l’indifferenza e l’incuria nei confronti dell’ambiente rischiano di sciupare ogni ricchezza che la Fortuna ha donato agli uomini.

Ma un antidoto a questo veleno può essere il rispetto per Madre Natura da parte di chi, a contatto con la terra, ci lavora ogni giorno.

La squadra di agricoltori ed artigiani della Masseria ha scelto di adoperarsi in questo, impegnandosi a seguire il ritmo naturale delle stagioni, prestando la massima attenzione allo spreco alimentare, e facendo uso di impianti alimentati al 100% da energia fotovoltaica.

Ormai punto di riferimento per la regione, la Masseria Giòsole è il vertice in cui confluiscono il passato di Capua e il futuro della produzione agricola e sostenibile. Lo spazio verde in cui ancora risuona l’eco della “terra felice e fortunata”.

Magari, durante una visita in Masseria, potreste anche ritrovarvi ad essere testimoni inconsapevoli del rito della raccolta del rosmarino, che uno di questi giorni le mani di Alessandro e Niccolò Pasca hanno selezionato dagli inebrianti fusti legnosi, e che altre mani sapienti hanno unito a succose arance e trasformato nella cremosa confettura del “sogno”.

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