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Carenza di professionisti sanitari, Pellegrino (IV): “Servono più corsi di laurea e una sinergia pubblico-privato per colmare il gap”

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“Il nostro Servizio Sanitario Regionale sta affrontando una grave carenza di figure professionali sanitarie, come logopedisti, terapisti occupazionali, tecnici di radiologia e altre figure, ormai sempre più indispensabili nell’organizzazione dei servizi sanitari. Questa carenza sta generando numerose criticità: dall’allungamento delle liste d’attesa alla riduzione della qualità delle prestazioni, con conseguenze dirette sui pazienti, soprattutto i più fragili. Questa situazione è resa ancora più urgente dal verbale della ‘Commissione Com’ dell’ASL di Salerno, recentemente sottoscritto dai legali rappresentanti di diverse strutture sanitarie, nel quale si evidenzia in modo chiaro la grave carenza di terapisti occupazionali nella nostra regione, con notevoli disagi sia per le strutture pubbliche che per quelle private. Non possiamo più permetterci di perdere tempo: è assolutamente necessario istituire nuovi corsi di laurea per le professioni sanitarie nelle Facoltà di Medicina della Campania, potenziando l’offerta formativa per dare risposte concrete a una domanda che cresce di anno in anno ed è di gran lunga superiore all’offerta attuale. Bisogna investire sulle nuove generazioni, formare giovani qualificati e offrire loro reali opportunità di inserimento lavorativo in un settore dove la richiesta di personale è elevatissima”.

È quanto dichiara Tommaso Pellegrino, capogruppo di Italia Viva nel Consiglio Regionale della Campania, che da tempo denuncia la gravità del problema legato alla carenza di professionisti sanitari.

“L’auspicio – aggiunge Pellegrino – è che i nuovi corsi di laurea vengano realizzati in un’ottica di collaborazione tra università pubbliche e private, creando sinergie utili ad affrontare questa emergenza formativa. Inoltre si potrebbe valutare anche l’attivazione di corsi in sedi decentrate, al di fuori dei poli universitari principali, così da ampliare l’offerta, riqualificare le periferie e avvicinare i giovani ai percorsi di studio. Formare un numero adeguato di professionisti significa rafforzare e modernizzare il nostro sistema sanitario pubblico, renderlo più efficiente e capace di rispondere alla domanda di salute”, conclude Pellegrino.

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