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Campania seconda in Italia per startup innovative

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1.521 imprese sfidano il divario Nord-Sud. Un ecosistema in crescita che sfida i pregiudizi sul Mezzogiorno

Il Mezzogiorno italiano soffre da decenni di un gap tecnologico che spinge i giovani talenti verso il Nord Europa o le regioni settentrionali del Paese, lasciando dietro di sé territori ricchi di potenziale ma privi delle infrastrutture necessarie per trattenere l’innovazione. Eppure, i dati più recenti raccontano una storia diversa: la Campania si posiziona come seconda regione in Italia per numero di startup innovative, con 1.521 imprese registrate che rappresentano il 12,32% del totale nazionale, superando persino il Lazio che si ferma a 1.405 unità (11,38%).

‘La Campania sta dimostrando che l’innovazione non ha confini geografici’, spiega Clemente Arvonio, consulente aziendale e innovation manager, fondatore di Lab 4 PMI. ‘Abbiamo un ecosistema che funziona, composto da università di eccellenza, centri di ricerca, incubatori e un sistema di business angel che sta crescendo rapidamente’. I numeri confermano questa tendenza: al secondo trimestre del 2025, i soci delle startup innovative in Italia ammontano a 58.250, con un incremento di 623 unità rispetto al trimestre precedente.

Napoli emerge come protagonista assoluto di questa rivoluzione tecnologica, posizionandosi al terzo posto tra le città italiane per numero di startup innovative con 821 imprese registrate. Un risultato che la avvicina a Roma, che ne conta 1.200, considerando che l’intera area metropolitana napoletana, inclusa Caserta con le sue 223 startup, raggiunge quota 1.044 imprese innovative.

‘Il territorio campano ha caratteristiche uniche’, continua Arvonio. ‘Abbiamo un connubio perfetto tra formazione universitaria di alto livello, come il Politecnico di Napoli e la Federico II, e un tessuto imprenditoriale che sa innovare. Non è un caso che tra il 2017 e luglio 2025, le startup e le scaleup del Mezzogiorno abbiano raccolto complessivamente 289,9 milioni di euro in equity’.

Le PMI innovative campane stanno registrando performance eccezionali: un incremento del 48,6% nell’introduzione di nuovi prodotti e del 61% nei nuovi processi rispetto al 2018. Questi risultati sono il frutto di un ecosistema che sta maturando, dove università, regione, startup innovative e fondi di investimento collaborano in modo sinergico.

Per rispondere a questa crescente domanda di innovazione, sta nascendo a Pomigliano d’Arco, nell’ex area industriale Fiat ora denominata Consorzio del Mare, il primo hub tecnologico dedicato alle startup innovative del territorio. ‘Stiamo realizzando una struttura di 700 metri quadri che ospiterà un vero e proprio ecosistema dell’innovazione’, annuncia Arvonio. ‘Il progetto, che prenderà il nome di Nexora Hub, aprirà i battenti il prossimo autunno e rappresenterà un punto di riferimento per tutto il Sud Italia’.

L’hub non sarà solo uno spazio fisico, ma un acceleratore di talenti che punta su settori strategici come l’automotive e l’aerospace, sfruttando la presenza sul territorio di realtà come Stellantis e Avio Aero. ‘Avremo tre tipologie di Accademy: Innovation Academy per startup con ambizioni tecnologiche, Digital Academy per formare i nativi digitali, e percorsi di accelerazione per accompagnare le imprese dalla fase embrionale alla scalabilità sul mercato’, spiega il fondatore.

Il progetto prevede anche un fablab attrezzato con stampanti 3D e strumentazione avanzata, spazi di coworking, uffici privati e sale formazione.

‘L’obiettivo è attivare un vero ecosistema di open innovation, capace di mettere in relazione strutturata e continuativa chi sviluppa soluzioni tecnologiche con le imprese che necessitano di innovazione per crescere e competere’, aggiunge Arvonio. ‘Non si tratta solo di favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma di creare un modello collaborativo in cui startup, PMI e partner industriali possano co-progettare, testare e implementare nuove tecnologie in tempi rapidi, condividendo competenze, risorse e opportunità di mercato’.

‘In questo contesto organizzeremo anche eventi dedicati alla selezione e valorizzazione delle realtà più promettenti, premiando le migliori startup con voucher a sostegno dello sviluppo dei loro progetti e del percorso di crescita’ annuncia Arvonio.

Questo fermento innovativo sta contribuendo a cambiare la narrazione sul Mezzogiorno. La Campania da sola conta più startup innovative di Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata messe insieme, dimostrando che esiste un’alternativa concreta alla fuga di cervelli verso il Nord. ‘I giovani hanno bisogno di opportunità concrete, non solo di promesse’, conclude Arvonio. ‘Il nostro obiettivo è dare loro un motivo per restare e contribuire alla crescita del territorio, creando un circolo virtuoso che possa essere replicato in altre aree del Sud Italia’.

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