martedì, 12 Maggio , 26
HomeSanitàBotulino, a Diamante due decessi e sette contagi; la Procura: tre indagati...

Botulino, a Diamante due decessi e sette contagi; la Procura: tre indagati per omicidio colposo

-

ROMA – Indagini incorso sui gravi episodi di intossicazione da botulino in Calabria, riconducibili al cibo somministrato da un furgoncino da food truck. La Procura di Paola fa il punto diramando una nota ufficiale: conferma che le vittime su cui si sta facendo luce sono salite a due, sette i casi di contagio accertati, di cui due ricoverati in terapia intensiva all’ospedale “Annunziata” di Cosenza. Ma soprattutto, i Pm annunciano che al momento sono indagate tre persone per i reati di omicidio colposo e commercio di sostanze alimentari nocive.

LE VITTIME

Le persone decedute, spiega la Procura, sono un uomo originario del Napoletano e una donna residente nel cosentino, a Praia a Mare, deceduta nella giornata del 7 agosto (non ricoverata all’ospedale di Cosenza, ndr). Si conferma come vittima da intossicazione da botulino non solo Luigi di Sarno, l’ambulante e artista di 52 anni di Cercola, nel Napoletano, morto dopo aver mangiato un panino con salsiccia e cime di rapa. Sarebbe stata stroncata dalla tossina mortale anche quella che fino a ieri era ritenuta una presunta vittima dell’intossicazione, Tamara D’Acunto, 45enne di Diamante, deceduta mercoledì 6 agosto 2025 e seppellita l’indomani nel cimitero di Cirella, frazione di Diamante. Anche lei si è sentita male dopo aver mangiato un panino allo stesso food truck in cui si è servita l’altra vittima.

L’AUTOPSIA

La salma della donna e quella di Luigi di Sarno saranno sottoposte ad autopsia, disposta dalla Procura per martedì prossimo, 12 agosto. Per il campano l’esame sarà effettuato presso l’ospedale San Giovanni di Lagonegro. Lo stesso giorno sarà effettuata la riesumazione della donna di Diamante. Per entrambi gli esami, la procura di Paola ha incaricato un organo collegiale composto da diversi medici dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.

“FURGONE SOTTO IL SOLE TUTTO IL GIORNO, FAVORITA LA PROLIFERAZIONE DI TOSSINE”

Sembrerebbero due i filoni di indagine seguiti dai Pm. Il primo riguarda il consumo dell’alimento che avrebbe causato i decessi. “Le indagini- spiegano infatti i Pm- hanno sinora consentito di accertare che le vittime e i soggetti contagiati avevano consumato un alimento potenzialmente contaminato, acquistato da un commerciante ambulante operante nel territorio di Diamante”.Su disposizione del Sostituto Procuratore, D.ssa Maria Porcelli è stato quindi sequestrato il furgone della vendita ambulante. “I primi rilievi indicano che il mezzo stazionava per l’intera giornata sotto il sole- entrano in dettaglio i Pm- condizione che potrebbe aver favorito la proliferazione delle tossine botuliniche in prodotti deperibili, soprattutto se non adeguatamente conservati”.

CHI SONO GLI INDAGATI

Alla stato, risultano tre persone indagate a Vario titolo per i reati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive: il commerciante ambulante che avrebbe venduto il prodotto contaminato e i legali rappresentanti di due ditte che avrebbero fornito gli alimenti utilizzati per la preparazione dei prodotti venduti. Lo chiarisce la procura stessa, chiarendo poi che “le ipotesi accusatorie sono in fase embrionale e saranno sottoposte a ulteriori verifiche tecniche e scientifiche, anche con il supporto dei Nas e dell’Asp di competenza”.

FOCUS SU POSSIBILI RESPONSABILITÀ DEI SANITARI

Un secondo filone di indagine potrebbe riguardare l’accertamento di eventuali responsabilità da parte di sanitari e medici a cui le due vittime si erano rivolte prima del repentino peggioramento. “Va evidenziato che, in alcuni casi, il decorso clinico è stato aggravato dalla mancata tempestiva diagnosi- sottolinea la Procura- in quanto i sintomi non sono stati immediatamente riconosciuti come compatibili con intossicazione da botulino, ritardando pertanto l’avvio del trattamento specifico”.

All’insorgere dei sintomi sia Di Sarno che D’acunto si sarebbero infatti rivolti ad una clinica privata di Belvedere Marittimo: all’uomo gli è stato consigliato di recarsi in una struttura ‘più attrezzata’, ma lo stesso ha poi deciso di proseguire il suo viaggio per rientrare in Campania, quando poi per strada le condizioni si sono aggravate. Anche la donna si sarebbe recata nella stessa clinica, dove però non sarebbe stata sottoposta ad alcuna terapia.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

POST RECENTI

Hantavirus, “Sei settimane di quarantena per i contatti stretti”: le raccomandazioni del Ministero per contenere i contagi

ROMA - "Pur confermando che il rischio da hantavirus per la popolazione generale dell'UE/SEE rimane molto basso, si ritiene opportuno mantenere un approccio di massima...

Libri, Magi Edizioni pubblica “Bestiario onirico. Il sogno strumento clinico”

ROMA - È ufficialmente disponibile il nuovo volume 'Bestiario Onirico - Il sogno come strumento clinico' del professor Luca Urbano Blasetti, pubblicato da Magi Edizioni....

Il terzo settore spera nel ‘Miracolo Zuppi’

ROMA - Magari le parole pronunciate dal cardinale Matteo Zuppi sul lavoro povero e precario nel settore sociale faranno il 'miracolo'. Ci spera Alberto Alberani,...

Tg Sanità, l’edizione di lunedì 11 maggio 2026

https://youtu.be/4OvY9tCmGfA RIFORMA. SCHILLACI: NON SMANTELLA FIGURA MEDICO DI FAMIGLIA “La riforma non smantella la figura del medico di famiglia: stiamo finalmente liberando tutto il suo potenziale”. Così...
spot_img

POST POPOLARI