Roma, 13 apr. (askanews) – Le case automobilistiche occidentali stanno scommettendo su una tecnologia di nicchia che permette ai veicoli elettrici di viaggiare più lontano grazie a un piccolo motore (range extender) che funge esclusivamente da generatore. Secondo quanto riportato dal Financial Times, questa strategia punta a contrastare i rivali cinesi senza compromettere le filiere europee e ad affrontare le preoccupazioni dei consumatori su autonomia e ricarica.
Questi veicoli si posizionano tra gli ibridi plug-in e le elettriche pure, utilizzando il motore termico solo per ricaricare la batteria e non per fornire trazione.
Attualmente solo la cinese Leapmotor vende questi modelli in Europa, ma Volkswagen, Renault e BMW stanno valutando questa opzione per i clienti non ancora pronti al passaggio totale all’elettrico. Un costruttore francese ha inoltre annunciato una nuova piattaforma che consentirebbe di raggiungere fino a 1.400 km di autonomia con range extender, rispetto a circa 750 km nella versione completamente elettrica.
François Provost, executive di Renault, ha dichiarato al Financial Times: “Pensiamo di poter convincere il 70% dei clienti a passare ai veicoli elettrici entro il 2030”.
“L’autonomia estesa è chiaramente una nuova tendenza”, ha dichiarato al FT l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, indicando i piani per lanciare quest’anno versioni di questo tipo del pick-up Ram 1500 Ramcharger e del SUV Jeep Grand Wagoneer.
Questa soluzione consente di utilizzare batterie più piccole, riducendo i costi, e di valorizzare le competenze nei motori termici dei fornitori occidentali.
Secondo l’analisi di Transport & Environment, però, una volta esaurita la batteria questi veicoli consumano in media 6,4 litri per 100 km, valori simili a quelli di un SUV a benzina. Lucien Mathieu dell’associazione ha spiegato al quotidiano britannico che, se sostituiscono motori a combustione o altri ibridi, rappresentano un vantaggio, ma se rimpiazzano auto elettriche pure costituiscono un passo indietro.


