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Air Campania, USB apre alla seconda fase di raffreddamento

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Appello del Sindacato di base per tutelare i lavoratori

Si è concluso con esito negativo l’incontro tra l’Unione Sindacale di Base e l’AIR Campania,  nell’ambito della prima fase della procedura di raffreddamento.

A comunicarlo è la stessa organizzazione sindacale, che ha preso formalmente atto della mancata convergenza tra le parti su questioni ritenute centrali per la gestione del servizio e del personale.

Nel corso del confronto, l’azienda ha motivato le proprie scelte facendo riferimento a presunte criticità economiche legate ai costi di nuove assunzioni, in vista della chiusura del bilancio prevista entro il prossimo mese di giugno.

Secondo quanto dichiarato, tali vincoli avrebbero portato alla decisione di procedere al subaffidamento delle linee, giustificato dalla carenza di personale disponibile.

Una posizione che la USB BAS ha respinto con fermezza. Il sindacato ha ribadito la necessità di sospendere ogni forma di esternalizzazione del servizio, indicando come alternativa lo scorrimento delle graduatorie vigenti.

Secondo la sigla sindacale, questa soluzione permetterebbe di colmare le carenze organiche garantendo al contempo trasparenza, tutela dell’occupazione e continuità operativa.

Ulteriore elemento di critica riguarda la natura pubblica dell’azienda, ritenuta incompatibile con logiche esclusivamente imprenditoriali.

La scelta di esternalizzare, secondo il sindacato, rischia infatti di avere conseguenze significative non solo sulla qualità del servizio offerto, ma anche sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti.

Alla luce di queste considerazioni, la USB giudica l’orientamento aziendale “inaccettabile e lesivo dell’interesse pubblico” e ha formalmente richiesto l’attivazione del tentativo di conciliazione, con l’apertura della seconda fase della procedura di raffreddamento ai sensi del D.Lgs. 146/90 e successive modifiche.

A rafforzare la posizione del sindacato sono intervenute anche le dichiarazioni dei rappresentanti territoriali.

«Non possiamo accettare che si continui a scaricare sui lavoratori e sulla qualità del servizio scelte dettate esclusivamente da logiche di bilancio», ha dichiarato Marco Sansone, componente dell’Esecutivo Regionale Provinciale del sindacato di base.

«Esistono strumenti concreti e immediatamente applicabili, come lo scorrimento delle graduatorie, che consentirebbero di rispondere alle esigenze senza compromettere diritti e sicurezza».

Sulla stessa linea anche Adolfo Vallini, dell’Esecutivo Lavoro Privato della Campania di USB: «L’esternalizzazione rappresenta una scorciatoia pericolosa. Riduce il controllo pubblico, abbassa gli standard e mette a rischio sia i lavoratori sia gli utenti. È necessario invertire la rotta e riaffermare il valore del servizio pubblico».

Il confronto tra le parti resta dunque aperto, ma si preannuncia una fase di tensione crescente, con il sindacato pronto a proseguire la mobilitazione per contrastare scelte che ritiene contrarie all’interesse collettivo.

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