Un modello che sfida la chiusura invernale tipica delle strutture costiere
La maggior parte delle strutture ricettive costiere in Italia chiude durante i mesi invernali, lasciando interi territori turistici in una sorta di letargo economico che dura fino alla primavera successiva. Un problema che tocca migliaia di imprese e lavoratori, costretti a concentrare l’intero fatturato annuale in pochi mesi estivi. Secondo i dati più recenti, l’Abruzzo ha registrato un tasso di saturazione delle strutture ricettive del 51,5%, superando la media nazionale per il turismo invernale, con un aumento del 40% delle presenze turistiche rispetto all’anno precedente durante la stagione fredda.
A Silvi Marina, la DP Hospitality di Pasquale Palumbo e Daniele Farina ha scelto di seguire questo trend nonostante la sua posizione sul mare, infatti ha deciso di mantenere aperto tutto l’anno il Blurelda Hotel con 30 camere e 90 posti letto. ‘Noi non siamo alla ricerca di un semplice dipendente, siamo alla ricerca di personale che voglia sposare la nostra causa e essere parte piena del nostro progetto’, spiega Palumbo, sottolineando come l’azienda mantenga 9 dipendenti fissi anche durante l’inverno, quando molte altre strutture chiudono completamente.
La strategia si basa su un approccio innovativo al turismo business invernale. ‘La differenza che abbiamo cercato di creare con le aziende è stato il vederle come turisti leisure normali’, racconta Farina, che ha trasformato quello che tradizionalmente era considerato un segmento di bassa qualità in un’opportunità di eccellenza. ‘Invece di tagliare i servizi per abbassare i costi, abbiamo mantenuto lo stesso standard estivo, anticipando la colazione alle 6:30 e offrendo lo stesso buffet di qualità’.
I risultati parlano chiaro: ‘Quest’anno rispetto all’anno scorso, l’occupazione di questi primi due mesi è raddoppiata’, conferma Farina. La struttura è passata da 7 a 9 stelle nelle recensioni online, un indicatore che per gli imprenditori vale più del fatturato. ‘Per me è come se fosse sempre un ospite che viene a casa, quando va via felice sono contento’, aggiunge Farina.
L’approccio di DP Hospitality non si limita al business tradizionale. Durante l’inverno organizzano eventi gastronomici, feste con musica dal vivo e mantengono aperta persino una casa di Babbo Natale per i bambini del territorio. ‘Abbiamo fatto il cenone di Capodanno con l’hotel completamente pieno, mentre la maggior parte delle altre strutture era chiusa’, racconta Palumbo con orgoglio.
La filosofia aziendale punta sulla creazione di un ecosistema territoriale. ‘Noi dovremmo essere il primo anello del cambiamento. Non solo noi dovremmo rimanere aperti, ma anche le altre strutture, ristoranti, pub’, sostiene Palumbo. L’idea è che mantenere vivo il territorio durante l’inverno possa attrarre turisti da Roma, Napoli e altre città che cercano una fuga dal caos urbano nei weekend.
L’Abruzzo, che nel 2025 ha raggiunto 8,8 milioni di presenze turistiche con un incremento del 23,29% rispetto al 2024, si trova in una posizione strategica. ‘È un po’ come la Puglia prima che esplodesse’, osserva Farina, riferendosi al potenziale ancora inespresso della regione. Dal 2019 al 2024, gli arrivi turistici in Abruzzo durante il periodo natalizio sono aumentati di circa il 38%.
La storia di DP Hospitality nasce da un incontro casuale nel 2018 tra Palumbo, imprenditore tessile napoletano, e Farina, albergatore nel cuore. ‘È nato quel feeling, quel rapporto. Io ho detto: conosco l’imprenditoria ma a livello alberghiero non conosco niente, quindi vengo con te perché mi fido’, racconta Palumbo.
Il modello potrebbe essere replicato in altre località costiere che soffrono della stagionalità. ‘Tutto è possibile’, conclude Palumbo, ‘noi vogliamo raccontare un fatto: che si può fare impresa tutto l’anno anche al mare, basta avere la voglia di creare qualcosa con il territorio’.


